Il derby tra Veneto e Sicilia fa bene al vino italiano

Due regioni diverse, che più diverse non si può, il Veneto e la Sicilia, animate da una dissimilitudine sulla quale qualche partito politico soffia in modo un po’ ideologico. Tra Veneto e Sicilia c’è però una competizione più sana e produttiva in uno dei comparti chiave dell’agroalimentare italiano, quello dell’industria vitivinicola che tanto lustro regala all’export italiano. Un derby sano, condotto su peculiari differenze di vigna che finiscono per aiutare non poco questa delicata transizione del vino italiano, che negli anni passati ha sognato di superare quello francese per livelli di export e nel 2017 deve invece fare i conti con un rallentamento delle esportazioni negli Stati Uniti e una scarsa produzione destinata ad irrigidire i prezzi.

Lo spumante italiano ha superato quello francese nel mercato UK

Ad ogni modo il 2017 del vino italiano rimane un anno positivo: i dati Istat aggiornati allo scorso novembre fotografano un export cresciuto in valore (su base annua) del +5,1% per il vino imbottigliato, +6,2% per il vino sfuso e +13,7% per gli spumanti, che come tutti sanno sono l’orgoglio del Veneto. Gli spumanti italiani nel 2016 hanno rifilato una sonora sconfitta a quelli francesi nell’esigente mercato del Regno Unito, incassando 179 milioni di sterline (+24%). Secondo dati contenuti nel report Vino in Cifre 2018, il primo esportatore mondiale di spumanti resta la Francia, ma nel 2016 l’Italia è risultato il paese che ha incrementato di più la produzione, arrivata al +13%. Per raggiungere questi numeri, il Veneto ha esteso la sua superficie coltivata di ben 13.200 ettari in 15 anni, raggiungendo gli 87.000 ettari complessivi. Una produzione che è anche di qualità: il Prosecco Doc è il vino dop più imbottigliato in assoluto in Italia con 410 milioni di bottiglie, seguito a debita distanza dal Chianti e dal Montepulciano.

La Sicilia è leader nel vino biologico

E la Sicilia? Vanta indubbiamente una prestigiosa collezione di primati, a partire da quello storico del rinvenimento del vino più antico del mondo a Sciacca (Ag), risalente a 6000 anni fa. Dalla tradizione, al primato contemporaneo che fa della Sicilia la regione più vitata del Bel Paese, con 99.000 ettari adibiti. La Sicilia è anche prima nella destinazione del suolo al vigneto biologico, con ben 39.000 ettari adibiti. Emergono in Sicilia nuovi trend estremamente interessanti da analizzare, come quelli dei vini vulcanici e dei vini frizzanti che nascono in condizioni pedoclimatiche uniche, presenti solo nella Valle dell’Etna, nell’arcipelago eoliano e nell’isola di Pantelleria.

 

La top ten delle App in Italia, dalle più scaricate alle più utilizzate

App Annie, azienda californiana che si occupa di tecnologia dell’informazione, ha fotografato il ramo dell’App Economy a livello globale, rendendo disponibili alcuni dati preziosi anche per il mercato italiano. Paragonata ad altre realtà, come quella statunitense, indiana o cinese, l’Italia presenta numeri molto inferiori sul download di app, e non è presente nella top ten dei paesi che hanno scaricato più app nel 2017. Detto ciò, nel nostro mercato il “blocco Zuckerberg” guida la classifica delle app più scaricate. Nello specifico, prima è Whatsapp, seconda Facebook Messanger, terza Facebook e quarta Instagram, tutte app appartenenti alla società di Menlo Park, California.

Su quali app gli utenti italiani trascorrono più tempo?

Seguono al quinto e al sesto posto due app specializzate nell’e-commerce come Amazon e Wish. Al settimo posto troviamo un altro servizio di chat, Snapchat, mentre all’ottavo posto figura Spotify, incentrata sulla riproduzione musicale. Chiudono questa top ten due app del settore telefonia: MyVodafone e 119 di Tim. Questa top ten subisce variazioni significative se si prende come parametro, al posto dei download, il tempo trascorso dall’utente. Secondo questo criterio l’app dove gli italiani passano più tempo è Netflix, grazie a film, serie tv e altri contenuti video in streaming. Al secondo posto si piazza l’app del Corriere della Sera, usata per l’approfondimento giornalistico. Al terzo posto figura Tinder, celebre app di dating. Se invece si vogliono considerare gli utenti attivi mensilmente, il “blocco Zuckerberg” si riprende i primi quattro posti in classifica. Al quinto posto segue Amazon, al sesto posto figura Shazam, app per il riconoscimento musicale, al settimo posto ilMeteo, ottava Spotify, nona Tripadvisor e decima Telegram.

Un business da 85 miliardi di dollari

Allargando lo sguardo oltre l’Italia, nel 2017 sono state scaricate 175 miliardi di app nel mondo, per una crescita del +60% rispetto al 2015. Il giro d’affari che si è sviluppato intorno ai download di app ha superato gli 85 miliardi di dollari, per un incremento del +105% sempre sul 2015. La Cina è il paese con più app scaricate nel 2017, mentre l’India è quella che ha registrato i migliori progressi rispetto al 2015, con un +215% di downolad. Mediamente ogni utente del pianeta Terra, sostiene il report di App Annie, conserva sul suo smartphone circa 80 app, tuttavia quelle abitualmente utilizzate sono solo una quarantina. Il loro utilizzo porta via ad ogni utente circa un mese e mezzo di tempo sull’anno solare e la tendenza è quella di un utilizzo sempre più intenso,  dato che nel 2015 si era passato sulle app il 30% in meno del tempo.